1930 / by shane eaton

my favorite bar in italy :: voto 10/10 :: €14 per un cocktail

La mia introduzione al più segreto bar di Milano è avvenuta grazie all’invito da parte di Flavio via messaggio ormai quasi un anno fa. Essendo un grande fan del MAG, ho accettalo l’invito la sera stessa.

Dopo aver camminato avanti e indietro per la strada che Flavio mi aveva indicato, ho notato un negozio indefinito. Ho tirato fuori il mio coraggio per entrare in quello che apparentemente sembrava un negozio di alimentari etnico, con un uomo dietro al bancone che preparava del cibo. Non c’era nessun altro dentro – solo un tavolo con due sedie e un frigorifero con dentro varie bibite. Ero confuso ma decisi comunque di chiedere all’uomo riguardo al bar privato di Flavio.

“Un momento prego” rispose Sume. Pochi istanti dopo si aprì una porticina sul retro della stanza e ne uscì un uomo ben vestito con indosso un abito.

“Piacere di conoscerti Shane, mi chiamo Teo” disse lui. Teo era il braccio destro di Dario Comini al famoso Nottingham Forest ed era stato reclutato da Flavio e Marco per contribuire con la sua creatività nella creazione di cocktail al loro nuovo progetto, il 1930.    

“Seguimi, prego” continuò. Lo seguì prestando attenzione attraverso lo stretto passaggio attraverso due doppie-porte. Mi ritrovai in una bella stanza con muri dipinti a strisce bianche e nere fiocamente illuminata da alcune lampade antiche. All’interno della stanza c’erano dei mobili eleganti del periodo del proibizionismo.  Era come se fossi entrato in bar di lusso gestito da Al Capone negli anni ’30 a New York. Sulla sinistra c’è un pianoforte dove un pianista suona dal vivo durante alcune serate speciali. Durante le altre serate si possono sentire i migliori pezzi degli anni jazz da Ella Fitzgerald, Charles Trenet a Frank Sinatra.

La prima cosa che ho notato, dopo il pianoforte, è stato il piccolo tavolo rettangolare con un’antica macchina da cucire sopra situato nell’angolo sul retro della sala principale. A mio avviso è l’angolo più romantico del locale. Per gruppi più numerosi è possibile scegliere tra un tavolo da poker con alle spalle un fonografo o due altri tavoli con un vasto assortimento di poltrone molto comode.

Dalla sala principale Teo mi ha guidato a una seconda area un po’ più piccola dove ho intravisto il leggendario Flavio e il suo nuovo collega Kevin dietro al bancone, entrambi erano vestiti con degli abiti eleganti e retrò da barman. Mi sono presentato all’amichevole e talentuoso Kevin e ho ringraziato Flavio per l’invito. Il bancone al 1930 è mozzafiato ed è il punto di forza dello speakeasy.  Se siete in un gruppo di tre o meno chiedete di sedervi al bancone così potrete meravigliarvi osservando dei talentuosi barman preparare svariati cocktail.

Il punto di riferimento ovviamente per me era il Mag, l’altro cocktail bar di Flavio e Marco sui Navigli. Flavio mi ha spiegato che voleva creare un bar che potesse ricreare l’incanto del Mag, ma in un ambiente più rilassato e privo di stress. Tutto è più lento, in un modo gradevole, al 1930. I barman hanno più tempo per preparare I loro elaborati cocktail, e lo fanno in modo ineccepibile. Non vi sentirete mai di fretta al 1930 e questo vi permetterà di apprezzare a pieno Il vostro cocktail.

Non appena mi sono seduto al bancone Teo mi ha passato quello che poteva sembrare più un romanzo che una lista di cocktail. Oltre a una dettagliata descrizione dei cocktail raccomandati per la stagione c’era infatti un’avvincente storia all’interno scritta da Michael Love. I personaggi che include sono Inchiostro, Julien Lavaud e il Conte D’Adda, ispirati dagli attuali barista del 1930. Sono ora arrivati al loro settimo libro poiché lo cambiano a ogni stagione.

Ma aldilà dello strabiliante ambiente al 1930 cosa ne è del prodotto finale, il cocktail vero e proprio? Qui è dove il 1930 brilla di più: quasi tutti i drink che ho provato allo speakeasy sono stati strepitosi. Molti dei drink che troverete sul menù sono inventati appositamente dai barman, spesso realizzati con l’utilizzo di ingredienti fatti in casa molto particolari e altre volte inspirati a drink classici quali il Tom Collins, Martinez, Sazerac, Manhattan e Old Fashioned.

I miei preferiti finora sono:

El Milanes, un drink a base rye che vi ricorderà il classico risotto alla Milanese grazie allo zafferano e al bitter allo scalogno usato.

Martesana, scotch whiskey, distillato di zola dal laboratorio di Marco Russo, sciroppo di arachidi, glucosio di pera e bitter alle noci.

Faro di Scozia, a base di laphroaig, questo drink da meditazione trova un'armonia perfetto grazie al distillato di terra, acqua di mare e sciroppo di Belhaven.  

 

 Il Faro di Scozia (foto Toney)

Il Faro di Scozia (foto Toney)



Hanno anche del cibo ottimo al 30 grazie alla collaborazione con il Barba. Vi consiglio l'ottimo tartare burger.

Se vi doveste trovare nella situazione in cui vorreste ordinare qualcosa fuori menù i barman non vi deluderanno. Ho spesso riposto la mia fiducia in Marco, che mi ha sempre impressionato coi suoi complessi drink a base whisky.  

Oggi Kevin, Sume e Teo lavorano per altri locali ma per fortuna la nuova squadra al 1930 è la più forte di sempre:

Fabio "Benjamin" Cavagna - il Bresciano Benjamin è un grande appassionato di whisky e anche un grande uomo, Benjamin è il head bartender del 1930. Chietegli un Brandy Crusta o un Remember the Maine.

 Benjamin (foto Toney)

Benjamin (foto Toney)

 

Marco "Tarallo" Fabbiano - Marco è un simpatico barman Pugliese che è diventato anche un caro amico dopo una bellissima esperienza a Singapore per una guest shift al 28 HKS. Tarallo è un grande bartender ma è forte anche in sala. E' bravissimo a raccontare le storie dei diversi drink ai clienti.

 Marco Fabbiano (foto Toney)

Marco Fabbiano (foto Toney)

 

Andrea Pirola - Andrea è l'unico bartender milanese della squadra e purtroppo tifa per la squadra sbagliata. Però nel mixology non sbaglia mai ed è forse per quello lo vedo quasi sempre dietro al banco.

 Andrea Pirola, Marco Russo, Devin Cross (foto Toney)

Andrea Pirola, Marco Russo, Devin Cross (foto Toney)

 

Mattia Cappezzuoli - Mattia è un barman Romano con una tecnica eccellente. E' sempre bello vedere Mattia prepara un cocktail con grazia. 

 Mattia (foto Shane)

Mattia (foto Shane)

 

Il momento migliore per andare al 1930 è la domenica, quando tutto è più quieto e potrete avere in pratica tutto il bar per voi. E’ un’atmosfera così incantevole che potreste immaginare di essere nel retro della vostra dimora degli anni ’30 serviti dal vostro barman personale. 

Avere la tessera del 1930 vi permetterà molto più che assaporare i migliori cocktail al mondo: vi permetterà di entrare in un locale che vi trasporterà indietro nel tempo, a quando la gente sapeva come assaporare davvero le cose migliori nella vita.

Il banco (foto Toney)

 

My introduction to the most secretive bar in Milano started with an invitation by Flavio via text message nearly one year ago. Being a huge fan of MAG, I took up the invitation that very night.

After walking back and forth along the street where this supposed bar was, I noticed a nondescript shop. I mustered up the courage to enter what appeared to be an ethnic grocery store, with a man behind a counter preparing some food. There were no other people inside – just a single table with two chairs and a fridge with various drinks inside it. I was confused…but regardless,  I decided to ask the man about Flavio’s private bar.

 “One moment please”, replied Sume. Moments later, a small door opened at the back of the room and a well-dressed man wearing a suit appeared before me.

 “Nice to meet you Shane. My name is Teo,” he said. Teo was the righthand man of Dario Comini at the famous Nottingham Forest, and was recruited by Flavio and Marco to contribute his brilliant cocktail creativity to the new project, 1930.

“Please follow me,” he continued. I carefully followed him through the narrow passage between a set of double doors. I found myself in a beautiful room with walls painted with black and white stripes and dimly-lit by a few antique lamps. Inside the room were many pieces of elegant furniture from the prohibition era. It was like walking into a high-end saloon run by Al Capone in 1930s New York. On the left, there is a piano where there house pianist plays on special evenings. On other evenings, the greatest songs from the Jazz Age of Ella Fitzgerald, Charles Trenet and Frank Sinatra can be heard.

The first thing I noticed after piano was the small, rectangular table with an antique sewing machine on top, nestled in the back corner of the main room. For me, it’s the most romantic spot in the locale. For a larger group, you can choose from either a poker table with a phonograph behind it, or two other tables with an assortment of comfortable armchairs.

From the main room, Teo led me a second smaller area where I first spotted the legendary Flavio, and his new colleague Kevin behind the bar, both dressed in retro barman clothes. I introduced myself to the friendly and very talented Kevin and thanked Flavio for the invitation. The bar counter at 1930 is breath-taking and is the highlight of the speakeasy bar. If you are in a group of three or less, request to sit at the bar so you can marvel in watching the talented mixologists prepare the various cocktails.

The obvious reference point for me was MAG, Flavio and Marco’s other cocktail bar in the Navigli area of Milano. Flavio explained to me that he wanted to create a bar that recreates the enchantment of MAG, but in a more relaxing and stress-free environment. Everything slows down, in a good way, at 1930. The barmen have more time to prepare their elaborate cocktail creations, and they do so brilliantly. You never feel rushed at 1930, and this allows you to truly enjoy your cocktail at 1930.

As I sat down at the bar, Teo handed me what appeared to be more of a novella than a cocktail list. In addition to a detailed description of their recommended cocktails for the season, there was a charming adventure story inside, written by Michael Love which includes characters Inchiostro, Julien Lavaud and Il Conte d’Adda, inspired by the actual barmen at 1930. They are now on their seventh book at 1930, which they change each season.

Beyond the mesmerizing ambiance at 1930, what about the final product, the cocktail itself? And this is where 1930 truly shines: almost every drink I’ve had at the speakeasy has been wonderful. Most of the drinks you will find on the menu are inventive new drinks, often made with very particular homemade ingredients, and sometimes inspired by old classics such as the Tom Collins, Martinez, Sazerac, Manhattan and Old Fashioned.

My favorites thus far include:

Venus Julep, a twist on a mint julep that is smoked (with what?) inside a beautiful glass vase before being poured.

A Nightmare Before Christmas, a bourbon/rye based drink with cocoa and raspberry bitters with a delicious caramelized cherry on top.

Faro di Scozia with laphroaig quarter cask, vanilla, distilled earth and stout. Liquid gold. 

El Milanes, a rye-based drink that will remind you of the classic risotto alla Milanese dish thanks to the saffron and scallion bitters used.

Niseko with japanese whiskey, water infused mushrooms, kina aperitif and bitters. 

 Niseko (foto Toney)

Niseko (foto Toney)

 

If you find yourself in a situation where you want to order something off menu, put your faith in Marco Russo or one of the new bartenders Benjamin Cavagna, Andrea Pirola, Mattia Cappezzuoli or Marco Fabbiano - you will never be let down.

The best time to come to 1930 is Sunday when things are quieter and you practically have the whole bar to yourself. It's such an enchanting atmosphere that you can be tricked in thinking you're in the back room of your 1930's mansion and being served by your own private barmen. 

Membership at 1930 entitles you to much more than tasting the finest cocktails in the world: it gives you the right to enter a locale that will transport you back to a time when people knew how to truly savour the best things in life.

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