Meat Art by shane eaton

Quando il bello è anche buono :: €20 per tartare e calice di vino

Meat Art è un ristorante specializzato in tartare in Via Giulio Romano 27, zona Porta Romana. Il motivo del nome? Meat è ovvio, ma Art è perché ogni piatto sembra una composizione artistica in cui ingredienti, forme, colori e sapori danno un tocco unico alle preparazioni.

I giovani chef Fabio e Luca propongono 8 tartare con tagli di carne bovina, accostate a prodotti stagionali e salse o emulsioni fatte in casa. La carne è di altissima qualità - mi è piaciuta molto la tartare Francese con l’olio all’habanero, polvere di capperi, chips di baguette, uovo pochè, senape in grani e salsa cipriani.

Oltre alle tartare, da non perdere il radicchio radicchio, il piatto di verdure migliore che abbia mai mangiato a Milano.

Quindi per chi ha voglia di carne cruda eccellente, senza spendere una cifra folle, MeatArt è il posto giusto.

Luca Forani e Fabio Amedoro

Luca Forani e Fabio Amedoro

La tartare Francese e “radicchio radicchio”

La tartare Francese e “radicchio radicchio”

Low ABV by shane eaton

Si mangia e si beve da    Dante  , Foto  Steve Freihon

Si mangia e si beve da Dante, Foto Steve Freihon

I menu dei cocktail bar odierni presentano spesso una sezione di opzioni a basso contenuto di alcol in volume (ABV), alimentate da motivi di salute, sociali ed economici. In prima linea, i baristi e i clienti stanno diventando sempre più consapevoli dei problemi di salute legati al consumo di alcol e si è registrata un’inversione di rotta a livello mondiale verso un consumo più informato.

Ispirati dall’aperitivo italiano durante i propri viaggi, il team di Naren Young al Dante ha voluto promuovere la tradizione della penisola tra i newyorkesi, che sono abituati a sorseggiare cocktail “spirit forward”. Il risultato sono clienti che si fermano per ore, sorseggiando diversi cocktail light come l’Americano, lo Spritz o anche delle versioni più leggere del Negroni. Rispetto al cliente tipico newyorkese che beve Old Fashioned, cocktail più adatto a un dopo cena, il bevitore che prende un low ABV è più probabile che decida di rimanere anche a cena, dopo essersi adeguatamente preparato il palato.

Un caso particolare è il Rotonda, dove Diego Ferrari ha fatto il barmanager per 5 anni. A causa delle complicate norme italiane, lo storico edificio in cui si trova il bar è limitato a servire bevande fatte con bottiglie con meno del 21% ABV. Diego ha preso questo limite come un’opportunità, cominciando a ricercare con passione liquori e bitter a bassa gradazione alcolica per inventare cocktail innovativi da offrire ai suoi ospiti, arrivando a realizzare qualcosa di unico. Diego ha anche scritto il libro Cocktail low alcohol. Nuove frontiere della miscelazione. Un esempio di un drink di Diego è 1848, a un twist Low ABV sul French 75 con 15 ml limone, 35 ml St-Germain, 20 ml Spitz, e un top di prosecco.

Anche se è difficile individuare quando e dove è iniziata la rivoluzione low ABV, è chiaro che il barista moderno, oggi, dovrebbe spostare l’attenzione dall'ultimo twist di Old Fashioned ai cocktail più leggeri. Questa transizione è necessaria non solo per i nostri poveri fegati, ma per la progressione della mixologia nel suo complesso.

N.B. La versione più lunga dell’articolo si trova su Drinks International. Grazie a Hamish Smith per l’opportunità!

Diego Ferrari con l’articolo “The Low Tide” sulla rivista Drinks International. Il Cocktail “Professor Shane” low ABV a base di liquore Genziana, limone, e St-Germain.

Diego Ferrari con l’articolo “The Low Tide” sulla rivista Drinks International. Il Cocktail “Professor Shane” low ABV a base di liquore Genziana, limone, e St-Germain.