Frijenno e Magnanno
napoli si trasferisce a milano :: voto 8.5/10 :: €20 per pizza, birra, babÃ
Frijenno e Magnanno è una pizzeria napoletana in Via Marcello (vicino alla Stazione Centrale). La prima cosa che ho osservato nel loro menù è lo stemma della Slow Food: i ragazzi di questo locale amano davvero mangiare. Oltre alle pizze, offrono tanti altri piatti napoletani DOC con diverse scelte di antipasto, primi e contorni, sempre di altissima qualità .
Per quanto riguarda la pizza, suggerisco "il miracolo di San Gennaro" (certificata Slow Food) con pomodori di San Marzano, provola di bufala affumicata e del basilico fresco. Da provare il piatto di antipasti fritti con arancini, mozzarella in carrozza e la montanara. Buonissime anche le verdure miste (melanzane, zucchine, friarielli).
Ottime anche la margherita gialla, frijenno magnanno e pizza al tarallo. Complimenti ai pizzaioli Raffaele Fortunato e Vincenzo Frattasio! L'atmosfera della pizzeria è moderna e chic, ma molto accogliente grazie alla gestione di Luigi Amato.
Frijenno e Magnanno is a Naples-style pizzeria in Via Marcello (near Stazione Centrale). Why should you care? Because these guys, unlike the many subpar pizzerias in Milano, have a real passion for food. The first thing you will notice on the menu is the famous Slow Food logo. These guys really love their food (all Naples DOC) and it shows from their menu, which offers a great selection of traditional antipasto, pasta, and vegetable dishes to go along with their pizzas. Regarding the pizza, I suggest the slow-food certified "il miracolo di San Gennaro" which includes delicious San Marzano tomatoes, smoked provola di bufala, and fresh basil. It is perhaps the best pizza you can find in Milano. Another great pizza is the Margherita gialla, made with delicious yellow tomatoes from Vesuvio and optional pesto.
An absolute must is the mixed fried antipasto dish with arancini, mozzarella in carrozza and montanara. I was also impressed with the vegetable contorno dish, which included wonderful eggplant, zucchini and friarielli. They also make wonderful pasta at Frijenno Magnanno.
Una Seconda Chance per 1930 Secret Cocktail Bar
Il locale milanese inaugura la stagione con una nuova lista e un nuovo romanzo.
Il 1930 Cocktail Bar riapre la stagione inaugurando la sua nuova lista, a opera del mixologist Marco Russo; un viaggio tra i sapori e le fragranze tutto da scoprire. Diciotto speciali ricette in un unico libro, tra le quali figurano i bestseller che hanno caratterizzato gli ultimi anni e sette nuove composizioni. Di queste, Skye rappresenta la regina della lista. Ispirata dall’isola di Skye e dalla distilleria di Talisker, viene preparata con uno spettacolare side unico nel suo genere.
Skye è anche il cocktail che ha ispirato Second chance, il romanzo di Michael Love presente nel menù, storia di passioni, rese e riconquiste, di viaggi, ricette, banconi e bottiglie di whisky.
Progettato dall’agenzia pubblicitaria Berlin1948 e pubblicato da Arti Grafiche Fimognari, Second Chance rappresenta il settimo volume della saga, dopo Suzanne Je t’aime (2013), Margherite (2013), Les oranges de Melisa (2013), Febbraio sa di tè (2014), The Bogdan Bridge (2014) e Ogni cocktail è un round (2015).
Il libro è stato presentato agli ospiti del 1930 la sera del primo settembre e sarà disponibile al bar per tutta la stagione autunnale, in una selezione di librerie e su e-book negli store dedicati.
1930 COCKTAIL BAR, UN SEGRETO DA BERE
Nato dall’intuizione di Flavio Angiolillo e Marco Russo, soci del Mag Café di Milano, il 1930 è un bar segreto che si ispira al concetto di speakeasy, i bar degli anni ’30 nati durante il proibizionismo. Nascosto da una scadente caffetteria di quartiere, il 1930 è un luogo fuori dal tempo, dedicato alla passione. È qui che i mixologist creano le loro migliori composizioni, servite con spettacolari side tutti da scoprire. Al 1930 niente è lasciato al caso. Dalla tessera d’ingresso alle sedute, dall’arredamento ai particolari che trasportano il visitatore indietro di un secolo, ogni cosa è scelta con gusto e delicatezza, trasformando così un bar nel perfetto palcoscenico sul quale ogni cocktail recita da protagonista. Un luogo da scoprire, da vivere, da gustare in splendida contemplazione. Perché, mentre fuori il tempo scorre, al 1930 è sempre lo stesso anno.